SHITO RYU MABUNI LODI

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LE ORIGINI DEL KARATE

L'Evoluzione della visione che oggi ispira nel suo complesso le discipline di combattimento orientali trova la sua culla nei 4000 anni di storia scritta della Cina. In quell'immenso Paese gli eredi delle bande unne divennero guerrieri al servizio di un ideale; poi lasciarono posto agli eserciti, ma instaurando una tradizione di combattimento che filtrò nell'educazione dei letterati e dei nobili; con l'evoluzione delle masse, nel periodo buddhista, il combattimento divenne appannaggio degli umili contadini e venne considerato parte della ricerca spirituale, giustificandone la pratica che altrimenti sarebbe degenerata al servizio dell'egoismo e della violenza, ed infine si trasformò in arma degli umili per difendersi dalla tracotanza dei governanti. Le zone asiatiche di influenza cinese ricevevano tutto questo in ritardo, lo elaboravano e spesso lo adattavano alla loro cultura. Avvenne così per Okinawa, grande isola dell'arcipelago nipponico, e per il Giappone che poi aprirono la strada del pensiero orientale a tutto il mondo. Dai documenti storici disponibili si deduce quindi che il karate non avrebbe preso questa forma senza il contatto con l'arte cinese del combattimento. Quindi l'immagine del karate come arte inventata da contadini privi di armi per lottare contro gli oppressori, è priva di fondamento storico.

E' in realtà la storia dell'isola di Okinawa che ci permette di capire in che modo il karate ricevette il contributo dell'influenza cinese e come questa tradizione ha potuto diventare ciò che noi oggi conosciamo. L'arte cinese del combattimento sarebbe stata introdotta a Okinawa attraverso tre canali complementari:

Il contributo dei viaggiatori venuti dalla Cina
La trasmissione da parte dei cinesi residenti nell'isola
Abitanti di Okinawa che viaggiarono in Cina
In riferimento a quest'ultimo canale di trasmissione sono molti gli scritti che raccontano di come attorno al 1400 la condizione di Okinawa, ormai tributaria della Cina, comprendesse anche un accordo per inviare nel Grande Paese dei giovani che potessero conoscere la cultura cinese e riportarla in patria. Oltre alle materie scolastiche, per questi giovani venne allestito anche un programma comprendente esercizi ludici e allenamento alla lotta, comprendente anche il Kempo cinese. Da tutti questi elementi nacque e si diffuse in Okinawa ed in Giappone la pratica del karate.

UNA FIGURA LEGGENDARIA: KANGA SAKUGAWA.

Kanga Sakugawa è uno dei maestri di karate più antichi la cui esistenza sia attestata. Nato il 5 marzo 1782 a Shuri, città-fortezza di Okinawa, praticò ed insegnò karate per tutta la vita.Tuttavai la sua storia è conosciuta attraverso racconti leggendari; si narra che Kanga Sakugawa sarebbe stato un signore di okinawa mandato in cina dal suo governo per raccogliere la cultura e la scienza cinesi, e lì avrebbe acquisito la padronanza dell'arte cinese del combattimento, to de. E fu proprio a partire da Sakugawa che dall'arte cinse del combattimento comincia a prendere forma il karate do okinawa, cominciando un rinnovamento ed introducendo nuovi elementi. Sakugawa si sarebbe recato in Cina per tre volte, arrivando fino a Pechino. In occasione del suo terzo viaggio, egli avrebbe presentato alle proprie conoscenze di Pechino il suo giovane allievo Sokon Matsumura, nativo delle isole Ryukyu, catena di isole a sud del Giappone che comprendono Okinawa, l'isola più grande.Sokon Matsumura avrebbe avuto in seguito un grande influsso sul karate. Durante il soggiorno a Pechino, Kanga Sakugawa si sarebbe ammalato e sarebbe poi morto nel 1837, il suo corpo sarebbe stato sepolto nella periferia di Pechino dove un suo discendente avrebbe ritrovato la tomba nel 1932. Tuttavia non ci sono mezzi per verificare se ciò sia la verità, poiché da alcuni racconti si legge che Sakugawa visse più di ottant'anni, mentre se le date riportate dai testi moderni sono esatte o visse in realtà fino a 55 anni o nacque nel 1760. E' certo in ogni caso, che il nome Todei Sakugawa, vale a dire "Sakugawa esperto dell'arte cinese del combattimento", è inciso nella memoria collettiva di Okinawa. Con certezza sappiamo che sakugawa lasciò un kata di bastone chiamato Sakugawa no bo, e che un suo allievo di nome Ginowan Don-chi creò Ginowan-no-kon , kata ancora praticato ai giorni nostri; Kon è la denominazione cinese del bastone che in Giappone prende il nome di Bo. Successivamente i racconti riguardo i praticanti dell'arte del combattimento divennero più precisi, così da essere confrontati con dei fatti storici.

LA PRIMA SCUOLA DI KARATE :
SOKON MATSUMURA (1809-1899)

La storia del karate nella tradizione di Okinawa assume contorni un po' più definiti a partire da Sokun Matsumura. Di fatto, le ricerche sulla prima scuola di karate, il cui influsso sulla pratica contemporanea sia riconoscibile, riconducono a lui. Egli sarebbe stato il primo ad aver trasmesso un metodo sistematico. Ciò che oggi chiamiamo Shuri-te risale alla sua arte, ed il suo influsso contribuì esplicitamente alla formazione del Tomari-te. Nelle varie versioni della storia dell'arte del combattimento di Okinawa la figura di Matsumura è leggendaria. La documentazione che lo riguarda è molto frammentaria e la sua data di nascita resta incerta: 1798, 1800, 1806 0 1809.Seguendo la cronologia dell'Enciclopedia del Budo la data più attendibile è il1809. E' probabile che Matsumura abbia ricevuto l'insegnamento di Sakugawa ma, secondo la tradizione orale, fu un cinese di nome Iwa che egli indicò come suo maestro nell'arte del combattimento. Soggiornò in Cina attorno al 1830 ed al suo ritorno modificò una forma cinese creando il kata Patsai (Bassai), insegnato ancora oggi. Ancora giovane fece un matrimonio d'arte, legandosi a Yonamine Tsuru, esperta di combattimento a mani nude. L'importanza storica dell'arte di Matsumura sta nel fatto che vi si può scorgere l'integrazione di tre elementi culturali: · La tradizione del te o de, che è l'insieme delle tecniche di combattimento praticata dagli abitanti di Okinawa. · L'arte giapponese della spada della scuola Jigen-ryu, che imparò quando fu nominato Guardia del Principe al Palazzo di Shuri. · L'arte cinese del combattimento, che imparò dal maestro Iwa. Il ruolo di Matsumura nella storia del karate è tanto più importante se si considera che formò molti allievi. Alcuni tra loro sono divenuti anch'essi maestri di quest'arte ed a loro volta hanno diffuso le idee ed i metodi di allenamento del loro maestro, contribuendo all'evoluzione del karate. Ecco i nomi dei principali allievi: · Anko Asato 1828-1906 · Anko Itosu 1830-1915 · Kentsu Yabu 1866-1937 · Chomo Hanashiro 1869-1945 · Chotoku Kiyan 1870-1945 Tutti questi allievi hanno contribuito alla stabilizzazione delle forme del karate ed alla sua diffusione nell'isola di Okinawa.In particolare il maestro Anko Itosu ed i suoi allievi realizzeranno la grande svolta del karate.

OGGI

Sul piano della trasmissione, sono gli anni Trenta che costuiscono il punto di diffrazione nell'evoluzione del karate tradizionale e l'origine di un fascio luminoso che non cesserà di allargarsi fino ai giorni nostri. Il karate è inseparabilmente legato all'arte cinese del combattimento. Tuttavia esistono differenze innegabili tra i due, così come tra il karate di Okinawa e il karate sviluppato in Giappone, fatto che indica I'aspetto dinamico del loro sviluppo, il M° Gichin Funakoshi, per primo, ha formato una scuola di karate a Tokyo. Nella stessa epoca, a Okinawa, molte scuole cominciano a differenziarsi formalizzando il contributo di alcuni maestri che sono all'origine delle principali scuole di karate oggi conosciute. La loro formazione, e in particolare i curricula attraverso i quali essi hanno appreso I'arte locale di Okinawa e I'arte cinese del combattimento, sono all'origine delle loro differenze. Molti tra loro si recheranno nell'isola centrale del Giappone per farvi conoscere la loro arte. Due di questi maestri, C. Miyagi e K. Mabuni, svilupperanno, dopo G. Funakoshi, la loro scuola nel Giappone centrale. Alla fine della loro vita questi tre maestri avranno avuto (fenomeno del tutto nuovo in rapporto alla tradizione di Okinawa - un numero di allievi considerevole.

Esistono a Okinawa numerosi dojo di karate; questi si collocano in due grandi correnti tradiziondi: Shorin e Shorei. Le tre scuole Shorin-ryu, Gojo-ryu e Uechi-ryu sono considerate come le più importanti. Vi si può ricollegare la scuola Shito-ryu, poiché l'insegnamento di questa Scuola è stato elaborato a Okinawa da K. Mabuni, che in seguito si è insediato a Osaka, dove la sua scuola si è sviluppata. Le Scuola Shorin-ryu e Gorin-ryu sono relativamente ben conosciute al di fuori del Giappone. Le due correnti Shorin e Shorei Le scuole di karate a Okinawa sono abitualmente collocate in due grandi correnti: Shorin e Shorei. Tuttavia, fino a ora nessuno ha potuto precisare come e quando queste due correnti o scuole si siano formate a Okinawa, né la loro relazione esatta con le scuole cinesi. Anko Itosu scrive: "II karate non deriva né dal confucianesimo, né dal buddhismo. Esso è stato introdotto molto tempo fa dalla Cina, con le correnti Shorin-ryu e Shorei-ryu…" G. Funakoshi tenta di precisare la distinzione tra queste due correnti: "Nondimeno, se i kata devono essere classificati, si può, in maniera molto generale, distinguere due grandi guppi: quelli che appartengono allo Shorei-ryu (scuola Shorei) e quelli che appartengono allo Shorin-ryu (scuola Shorin).

Il primo mette I'accento sullo sviluppo della forza fisica e della potenza muscolare; è sorprendente per l'impressione di forza che sprigiona. Al contrario, la scuola Shorin è molto leggera, e richiama senz'altro il rapido volo del falco… In verità è molto impressionante osservare un uomo possentemente costruito eseguire un kata della scuola Shorei, soggiogando l'osservatore con l'impressione della sua forza assoluta. Ma bisogna riconoscere che tende a mancare di velocità. Allo stesso modo, non si può evitare di restare molto impressionati alla vista di un uomo slanciato che, con gesti così rapidi quanto quelli di un uccello in volo, esegue un kata della scuola Shorin, con tecniche dalla scintillante vivacità, risultato di un allenamento intensivo. I due stili sviluppano lo spirito e il corpo, e I'uno non è migliore dell'altro. Essi hanno entrambi i loro punti deboli e i loro punti forti, e coloro che vogliono studiare il karate devono riconoscere questi punti e studiarli di conseggenza…" Secondo questa classificazione, la scuola Goyu-ryu si ricollega allo Shorei. Le due scuole Shorin-ryu e Matsubayashi-ryu (gli ideogrammi di Matsubayashi possono anche leggersi Shorin), che comprendono diverse diramazioni e si situano in gran parte nella discendenza di Matsumura e di Itosu, fanno parte dello Shorin. La scuola Shito-ryu partecipa di entrambe. La scuola Uechi-ryu è la ripresa di una scuola cinese introdotta a Okinawa da K. Uechi alla fine del secolo XIX. Essa si pone quindi al di fuori di questa classificazione e proviene direttamente da una delle numerose correnti di Shaolin quan del Sud della Cina. Avanzo l'ipotesi che Shorin e Shorei provengano dalla stessa denominazione: "Shaolin".

La lingua locale di Okinawa è un dialetto della lingua giapponese in cui le pronunce delle lettere "r" e "l" non sono distinte. Di fatto la parola cinese, "Shaolin" è generalmente pronunciata in giapponese "Shorin". E' probabile che il termine Shaolin sia stato pronunciato dagli Okinawesi "Shorin" in una certa epoca, e "Shorei" in un'altra. Penso quindi che Shorin e Shorei designino entrambi la "boxe del tempio Shaolin" o Shaolin quan. In effetti il tempio Shaolin risale alla fine del secolo V, e il termine Shaolin quan proviene da questo tempio. Nel corso della storia questo tempio è stato distrutto, e parecchi templi con questo nome sono stati costruiti, poi distrutti e ricostruiti in regioni diverse della Cina, includendo ogni volta le particolarità delle arti di combattimento della zona. Lo Shaolin quan si è diversificato a un punto tale che lo Shaolin quan del Nord e quello del Sud sono completamente diversi. La denominazione Shaolin quan ricopre dunque un numero molto grande di correnti dell'arte del combattimento. Per questo non sarebbe sorprendente che due forme dell'arte del combattimento tanto diverse come quelle descritte da G. Funakoshi siano state introdotte sotto uno stesso nome, Shaolin, e che gli Okinawesi abbiano captato foneticamente ora "Shorin" ora "Shorei". In tal caso, è normale che non possiamo trovare i nomi delle scuole Shorin e Shorei in Cina. Le frasi di A. ltosu e quelle di G. Funakoshi si integrano completamente a questa ipotesi. Le radici della diversità delle scuole di karate di Okinawa risalirebbero allora alla diversità delle correnti dello Shaolin quan in Cina.

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